Lissone: sulle nomine la sinistra “reinventa” la meritocrazia

Per la presidenza di Lissone Farmacia il Sindaco sceglie una matematica, assicuratrice ed ex candidata in una lista di centrosinistra.

Ci sono stati tempi in cui l’attuale amministrazione (un tempo all’opposizione) saltava sui banchi del consiglio comunale accusando il centrodestra di nominare gli incaricati senza tener conto delle competenze ma solo di criteri di spartizione delle poltrone

E allora, mi chiedo io, per quale motivo come nuovo presidente delle farmacie – nominato proprio negli scorsi giorni – è stata scelta una laureata in matematica con nessuna esperienza, curriculum alla mano, nel settore farmaceutico.

Non ce ne voglia la diretta interessata, tra l’altro laureata con 110 e lode, ma essendo in passato stata candidata in una delle liste di maggioranza, quella dell’IDV, sia nelle elezioni regionali che nelle scorse elezioni di Lissone il sospetto è che la decisione – tra i candidati c’erano anche laureati in medicina! – sia stata presa (secondo antiche logiche politiche) per accontentare chi, proprio come l’Italia dei Valori, era alleato del centrosinistra in campagna elettorale ma ancora non aveva ottenuto nessuna nomina o “poltrona”.

E dire che inizialmente le premesse erano buone tanto che la maggioranza, appena salita al governo, aveva modificato il regolamento sulle nomine dei rappresentanti nelle partecipate comunali. Ricordo bene come durante la discussione sia stato inserito – come richiesto dall’Assessore alla trasparenza Beretta – l’obbligo da parte del sindaco di nominare esclusivamente persone che avessero maturato anni di esperienza nel settore di competenza della carica.

Non si discute la serietà e il rispetto del candidato ma il motivo della scelta solleva più di qualche sospetto. Nel frattempo, mentre assistiamo al silenzio della sinistra (e qui sarebbe opportuna una risposta sul sito web del Listone), ho consegnato in comune una richiesta di chiarimento (Qui il documento) che verrà presto discussa.

Wifi a Lissone: via al bando per 17 aree internet gratuite

E’ ufficiale: la connessione internet  wifi pubblica (e gratuita) diventerà realtà anche per i cittadini di Lissone. 

La conferma arriva direttamente dal sito del Comune di Lissone che pochi giorni fa ha pubblicato il bando di gara qui la pagina istituzionale) per l’affidamento della gestione di ben 17 nuovi punti di accesso ad internet posizionati in tutta la città. È l’ufficializzazione da parte dell’Amministrazione Comunale della nostra proposta, votata favorevolmente all’unanimità in Consiglio Comunale, durante il mese di Luglio dello scorso anno  (qui il testo integrale).

Dati che già altre città erano positivamente riuscite a estendere in modo notevole le reti di accesso pubbliche a internet con un investimento minimo in termini economici, il nostro progetto evidenziava come con il semplice costo che s’impegnava annualmente per un solo hotspot wifi (14.000 euro in Biblioteca) se ne sarebbero potuti installare almeno altri dieci sparsi per la città. Questo grazie alle nuove proposte commerciali presenti sul mercato degli operatori telefonici. Una volta votata all’unanimità dal Consiglio, la mozione ha impegnato l’Amministrazione Comunale a pubblicare il bando per le Nuove Aree d’Accesso.

Il raggiungimento di questo obiettivo è una notizia che ci rende orgogliosi degli sforzi e delle ricerche fatte. Purtroppo, non sempre le proposte presentate sono andate a buon fine, ma in questo caso l’Amministrazione Comunale ha deciso d’impegnarsi nel progetto seguendo il consiglio della minoranza che ha come unico scopo quello di migliorare i servizi e la vivibilità della città di Lissone.

Ora non resta che aspettare che il progetto prenda vita e che anche Lissone possa finalmente entrare in rete.

Quali saranno le aree che usufruiranno del servizio?

Oltre ai giardini della biblioteca, i luoghi serviti (con un raggio di almeno 200 metri) saranno i seguenti:

−        Museo d’Arte Contemporanea e area circostante alla Stazione FS;

−        Palazzo Terragni e Piazza Libertà;

−        Stazione dei Pompieri e giardini pubblici limitrofi;p

−        Casa di Riposo Agostoni  e giardini pubblici limitrofi;

−        Scuola elementare e media “De Amicis”, e giardini pubblici limitrofi;

−        Scuola elementare “San Mauro”, – Via E. Fermi, e giardini pubblici limitrofi;

−        Scuola Elementare “Aldo Moro” - P.zza Caduti di Via Fani, e giardini pubblici limitrofi;

−        Scuola Media “Benedetto Croce” - Via Mariani, e giardini pubblici limitrofi;

−        Scuola Media “G.B. Vico”; Via Vico;

−        Scuola Media “Farè”, Via Caravaggio;

−        Scuola Elementare “Tasso”, Piazzale Virgilio;

−        Scuola Elementare “Buonarroti”, Via dei Platani;

−        Scuola Elementare “Dante”, Via Volturno;

−        Cubotto, Via Lando Conti n.2 ;

−        Immobile di Via Matteotti (ex sede ASML)

Quando saranno installati e attivi i  nuovi punti?

Le domande di partecipazione al bando dovranno pervenire entro il 3 Ottobre. Una volta selezionata l’azienda scelta, questa avrà due mesi di tempo per attivare il servizio. Il servizio dovrebbe quindi essere attivo per l’inizio dell’anno 2015.

Progetto Lissone: fallisce la società appena rifinanziata. Buttati 196 mila euro di soldi pubblici

LOGO_PROGETTO_LISSONEQuello che probabilmente sentirete dire nei prossimi mesi, su giornali e quant’altro, è che “Progetto Lissone” è fallito. Ma come!? La maggioranza non aveva appena deciso di prelevare 196 mila euro dalle casse comunali per rifinanziare e rilanciare la società partecipata, finita clamorosamente in passivo negli ultimi anni? Tutto pensavo di dover fare nella mia vita meno che il “veggente” visto che, mentre la attuale maggioranza procedeva convinta al salvataggio, avevo allarmato il Consiglio comunale che Progetto Lissone avrebbe continuato ad indebitarsi.

Sì perché il progetto, che aveva funzionato bene negli anni d’oro, col tempo aveva cominciato a imbarcare acqua finendo per accumulare 1 milione e 500 mila euro di debiti con banche e soci (che con il fallimento perderanno anche i crediti accumulati). Il Comune di Lissone, che è una partecipata al 56% della Spa, ha così deciso di proporre la ricapitalizzazione con quei “maledetti” quanto inutili 196 mila euro (ai quali si sarebbero poi dovuti aggiungere anche i soldi degli artigiani).

Ma perché rifinanziare un progetto che, carte alla mano, ha registrato una continua decrescita di fatturato e un indebitamento spaventoso? Colpa di false promesse e di chi ci ha creduto. Colpa del Cda di Progetto Lissone che, a causa di una cattiva amministrazione, ha raccontato al Consiglio di essere in grado di arrivare a 1.700.000 milioni di fatturato entro fine anno, confidando in preventivi e contratti pronti per essere firmati (e incassati) subito dopo la ricapitalizzazione. Il tutto senza che fosse stato fatto nessuno studio di fattibilità.

Colpa dell’ingenuità dell’amministrazione Monguzzi, che si è fidata delle promesse del Cda senza considerare che c’erano davvero troppe poche garanzie per riversare quasi 200 mila euro di soldi pubblici sul Progetto. A dire il vero sarebbe bastato affidarsi alla Corte dei Conti che aveva espresso parere contrario riguardo alla ricapitalizzazione. Posizione condivisa con i revisori del Comune e con lo stesso revisore di Progetto Lissone, che così si era espresso in una relazione del 28 maggio 2013: “ Le circostanze indicano l’esistenza di una incertezza rilevante che può far sorgere dubbi significativi sulla continuità aziendale della società e sulla sua capacità di far fronte regolarmente ai propri impegni nel normale corso di gestione”.

La sostanza è che noi il rifinanziamento non lo abbiamo votato, la maggioranza sì (fatta la singola eccezione per Sel, non presente alla votazione ma contrario). Una vittoria di Pirro perché i soldi, ahinoi tutti cittadini, verranno comunque buttati e (credeteci) ho fatto di tutto per impedirlo. Per questo in Consiglio mi hanno accusato di andare deliberatamente contro gli interessi degli artigiani. Da orgoglioso figlio di artigiano so che un’attività seria e funzionante si regge su bilanci equilibrati e trasparenti. Per questo avrei voluto essere informato, come Consigliere comunale e membro della Commissione Commercio, del grave dissesto economico di Progetto Lissone e non aver dovuto reperire per conto mio le informazioni dagli uffici pubblici.

Allo stesso modo mi sarebbe piaciuto vedere presa in considerazione la mia proposta di investire il denaro in una strategia “nuova” per dare lavoro e prospettive agli artigiani di Lissone, piuttosto che provare a tenere in vita un progetto destinato a morire.

Spero che un nuovo rilancio dell’economia del mobile e del design di Lissone sia ancora possibile. Quello che succederà di sicuro è che se il 28 ottobre il Cda di Progetto Lissone dichiarerà il fallimento (ipotesi che è quasi certezza matematica dati i numeri), le banche e i creditori inizieranno a suonare ai campanelli per chiedere i loro soldi. Toccherà poi alla giustizia bussare alla porta di chi ha causato questo disastro per accertare responsabilità civili e penali. A chi cerca i 196 mila euro meglio ripassare la prossima volta

Ecco il Wifi aperto, a Lissone si potrà navigare gratis

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Presto a Lissone si potrà navigare gratuitamente seduti in centro, oppure mentre si aspetta il treno in Stazione. E ancora nei Giardini di Piazza IV Novembre, in Piazza La Pira e al Laghetto urbano. La notizia è che la nostra mozione sul Wifi è stata approvata (all’unanimità) dal Consiglio comunale e che quindi entro 12 mesi verrà istituito il bando che permetterà di connettersi a internet (qui i dettagli del servizio) dai punti nevralgici della città.

SMART CITY L’accesso alla rete internet è ormai diventato centrale dal punto di vista della comunicazione (soprattutto per i giovani), della conoscenza e della formazione. Sotto l’aspetto commerciale i vantaggi saranno importanti: il Wifi può favorire lo sviluppo e la competitività di imprese e commercianti, magari anche grazie all’ideazione di servizi accessibili via internet.

E-GOVERNMENT La connessione aperta permetterà all’amministrazione di entrare in contatto con i cittadini consentendo l’implementazione di servizi telematici come il pagamento online dei servizi pubblici e dei parcheggi, oltre che facilitando la segnalazione di emergenze e degrado urbano (leggi l’articolo sulla mozione WeDu!).

Gli impegni presi dall’amministrazione con l’approvazione della mozione:

- Documentarsi sui progetti attuati in altre città, in modo da individuare le migliori scelte tecniche ed economiche per la realizzazione a Lissone di una rete wi-fi, secondo quanto scritto nelle premesse;

- Individuare edifici pubblici (scuole, comune, biblioteca, Museo, ecc.) dai quali poter dare la massima copertura al territorio utilizzando la tecnologia Wi-fi, tenendo conto dei luoghi di maggiore interesse e di aggregazione;

- Realizzare un progetto definitivo che determini i tempi, i costi per l’installazione di punti di accesso ad internet mediante la tecnologia WI-FI;

- Formalizzare gli atti necessari (procedure di gara/scouting) finalizzati alla realizzazione e messa in funzione di tali opere entro 12 mesi dall’accettazione della presente.

Il caso Cogliati e il centrosinistra che si rimangia (di nuovo) le sue promesse

C’è un’area comunale destinata, dalle precedenti amministrazioni, ad un’azienda lissonese. C’è una parte del centrosinistra, Il Listone, che fa di nuovo dietro front (dopo il caso strisce blu) rispetto alle promesse della campagna elettorale.

INIZIO Partiamo dai fatti: nel marzo 2004 la Vetraria Cogliati firma una convenzione per utilizzare l’area di via Negrelli necessaria all’azienda per la raccolta dei rottami di vetro. Uno spazio di proprietà del Comune, adibito originariamente a giardinetto pubblico ma grazie al quale l’amministrazione incassa quasi 9000 euro ogni due anni.

STORIA Nel 2008 la convenzione scade ma la giunta, allora facente capo alla Lega Nord, decide di rinnovarla scatenando l’ira de Il Listone che si scaglia contro l’azienda: ”Se la Vetreria Cogliati svolge la sua attività da 45 anni e si è espansa fino ad avere 55 dipendenti – si legge in un vecchio post sul sito de Il Listone  – come è stato possibile che non abbia pensato a un luogo dove sistemare uno spazio essenziale come quello del deposito del vetro di scarto?”.

SVOLGIMENTO La vicenda è proseguita per anni con una serie infinita di mancati accordi, accuse e promesse, tra cui quelle fatte proprio da Il Listone che in più di una campagna elettorale (l’ultima vincente) ha sbandierato la sua volontà di porre fine a qualsiasi costo all’uso del terreno da parte dell’azienda: “Noi del Listone stiamo conducendo questa battaglia (piccola ma molto significativa) ormai da anni – si legge, di nuovo, sul sito della lista civica di centrosinistra – in appoggio ai residenti della zona che protestano addirittura da vent’anni, e non siamo disposti a cedere. Ma voi come credete che finirà?”.

EPILOGO (con colpo di scena) Bene, ecco com’è finita la vicenda: gli esponenti del Listone, che oggi si trovano nella maggioranza, hanno da poco approvato una delibera di Giunta (Qui il testo completo della nuova convenzione) con la quale è stato sorprendentemente deciso che la Vetraria Cogliati non dovrà sloggiare. Anzi, la convenzione verrà rinnovata sebbene con piccole modifiche che però mantengono sostanzialmente la concessione del terreno in favore dell’azienda. In poche parole Il Listone ha deciso di fare una clamorosa retromarcia rispetto a quanto sbandierato da molti anni a questa parte ai suoi elettori. Ed è la seconda volta che accade dopo la vicenda delle strisce blu dei parcheggi, osteggiate all’opposizione e accettate (di buon grado) una volta entrati in maggioranza. Tra il dire e il fare c’è di mezzo “e il” dicevano gli Elio e le Storie Tese… ma ai cittadini chi ci pensa?

PS: l’immagine dell’articolo è presa in prestito dal sito de Il Listone che ne forniva in abbondanza. Grazie.